Nomadi Digitali al Social Media Tourism - Social Media Tourism
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Nomadi Digitali al Social Media Tourism

“Se hai mai sentito parlare dei nomadi digitali (ma se frequenti il web nel 2019, difficilmente ormai potrai non averlo fatto), avrai anche sentito parlare di una serie di destinazioni collegate a questo termine.

Sì perché cosa fa rima con nomade digitale, se non Paesi come Thailandia e Bali?

L’intera definizione di questo termine, ovvero “persone che sfruttano le potenzialità del digitale per remotizzare il proprio lavoro e rendersi indipendenti da una location”, si è evoluta intorno al concetto di viaggio a lungo termine. Viaggi che tipicamente si rivolgono a location specifiche, dotate di alcune caratteristiche fondamentali per i bisogni del popolo dei nomadi digitali.

Ma perché imprese e Paesi interi dovrebbero prestare attenzione a questo nuovo modo di vivere, e cercare di intercettarne gli esponenti? Semplicemente perché ci sono una serie di aspetti positivi nell’ospitare una fiorente comunità di nomadi digitali, soprattutto se questi prendono la residenza fiscale nel Paese.

In generale i lavoratori da remoto e la loro presenza sempre più sostanziosa rappresentano un vantaggio per le aziende, che possono accedere più facilmente a una forza lavoro qualificata in qualsiasi parte del mondo, senza limiti di luogo, e che si evolvono verso una cultura lavorativa basata sul risultato e non sul controllo.

I nomadi digitali sono dunque una comunità incredibilmente attraente per qualsiasi nazione:

  • se prendono la residenza fiscale, pagano le tasse nel Paese in questione ma raramente approfittano appieno dei costosi servizi (ad esempio la sanità gratuita) di cui si avvale un cittadino normale, a causa del fatto che spesso si trovano all’estero;
  • sono una comunità molto attiva, in grado di rilanciare l’economia turistica e non dei luoghi in cui decidono di fermarsi;
  • creano dei poli di attrazione per altri nomadi digitali, alimentandoun ecosistema di imprenditoria e startup che ha innegabili benefici sul territorio;
  • in virtù della propria “remotizzazione”, aiutano a combattere lo spopolamento dei borghi e il sovraffollamento delle città; un nomade digitale non è interessato a un attico in una grigia e affollata città, quanto più a una casetta in affitto per qualche mese in un antico borgo, magari vicino al mare, dove il clima è sempre mite (a patto che la connessione Wi-Fi sia buona, ovviamente).

Insomma, per attrarli non serve molto in fondo (un buon clima, costo della vita contenuto, buone infrastrutture ICT, una cultura interessante), e averli in casa ha praticamente solo risvolti positivi per un Paese e per la sua economia.

E allora perché in Italia ce ne sono così pochi?

Ma aspetta un attimo: buon clima, buon cibo, cultura interessante, costi contenuti… mi sembra di vedere un sacco di caratteristiche ben note della nostra amata penisola!

Insomma, abbiamo un clima e una cultura più interessante dell’Estonia, no? E siamo più comodi a livello di presenza in Europa rispetto alle isole Canarie, comunque a 3-4 ore di volo dalla terraferma.

Potremmo essere un polo di attrazione pazzesco per i nomadi digitali di tutto il mondo, con le suddette conseguenze positive su tanti ambiti dell’economia. E non solo al nord e nella ormai celebre città del business Milano, ma anche nel Meridione e nei tanti meravigliosi paesini che si stanno lentamente ma inesorabilmente svuotando.

Potremmo essere il Paese preferito dai nomadi digitali senza fare grandi sforzi. Peccato che loro non lo sappiano, e che nemmeno l’Italia stessa sembri rendersene molto conto”.

Questi spunti, tratti liberamente da un articolo di Ilaria Cazziol, ci aiutano a capire l’enorme potenzialità di una comunità di viaggiatori che prenderà sempre di più il sopravvento nel panorama economico che si andrà a delineare da qui ai prossimi anni.

Durante l’edizione dello scorso anno del Social Media Tourism, abbiamo toccato con mano l’importanza di portare – in una destinazione che vive principalmente di prodotto balneare – professionisti, aziende e partecipanti che hanno unito lavoro e scoperta dei luoghi e delle realtà che ne animano il tessuto economico e sociale.

Quest’anno, dunque, per approfondire il tema e l’importanza per le destinazioni di conoscere come si comportano, dove acquistano, come scelgono le mete di vacanza, abbiamo invitato a parlare Alberto Mattei, Founder di Nomadi Digitali.

Chi meglio di lui può farci conoscere questa “tribù” di nuovi viaggiatori?

Vieni ad ascoltarlo, riserva subito il tuo posto a SMT 2019!